Degenerazione maculare senile

Degenerazione maculare senile: La maculopatia senile costituisce la causa di cecità più importante in Europa nella popolazione sopra i 65 anni. Può essere di due tipi: maculopatia secca e maculopatia umida. La maculopatia secca (o atrofica) è dovuta ad una progressiva e lenta perdita di cellule retiniche senza cause specifiche, se non l’età. Ad oggi, l’unica terapia efficace è la prevenzione attraverso l’utilizzo di integratori alimentari che hanno dimostrato una buona efficacia nel rallentare o arrestare la progressione della perdita di cellule recettoriali.

La maculopatia umida (o neovascolare) è causata dalla formazione di piccoli vasi anomali sotto la retina; questi vasi trasudano un liquido che va a sollevare la retina, riducendo l’apporto di nutrienti. È causa di una riduzione della vista che avviene in tempi brevissimi, anche in pochi giorni. È perciò importante iniziare tempestivamente una terapia che prevede l’iniezione all’interno dell’occhio di sostanze in grado di chiudere questi nuovi capillari.

La degenerazione maculare legata all’età (AMD o DMLE) o maculopatia senile neovascolare è una delle cause più frequenti di perdita della vista nelle persone con più di 65 anni. È dovuta alla proliferazione di piccoli vasellini che perdono liquido nello strato sottostante la macula, la coroide. Questo liquido, e l’alterazione della funzionalità della coroide, riducono l’afflusso di nutrienti alla macula causando un calo della vista drammatico e la perdita di cellule recettoriali tanto preziose. La terapia oggi più usata prevede l’iniezione nell’occhio di sostanze dette anti-VEGF, che chiudono questi vasellini ed arrestano la malattia e la progressione della perdita visiva. Tuttavia, spesso anche dopo il successo con la terapia anti-VEGF, la coroide rimane danneggiata e la vista si stabilizza su livelli molto bassi: 1/10 o meno.
Degenerazione maculare senile: Un nuovo intervento per risolvere la maculopatia senile
Oggi è possibile ridonare una vista soddisfacente a questi pazienti con un intervento chirurgico complesso: l’autotrapianto di patch coroidealeL’intervento consiste nell’eseguire una vitrectomia completa, prelevare cioè una piccola porzione di coroide dalla periferia dell’occhio e trasferirla al centro, sotto la macula, dello stesso occhio. Si procede, poi, con un tamponamento con olio di silicone che mantiene il tessuto trapiantato in sede fino al completo attecchimento della nuova coroide.
Lo scopo dell’intervento è ripristinare la funzione della coroide che riprende ad alimentare e far funzionare la macula danneggiata e ne ripristina la capacità visiva. È un intervento di recente introduzione e tra i più complessi in chirurgia oculare, ma che permette di tornare a vedere fino a 6-7/10. Un grande risultato.